IMPORTANTE: nelle patologie seguire SEMPRE le CURE del MEDICO CURANTE
Sono millenni che nella Polinesia viene apprezzato il succo di un frutto selvatico come ottimo rimedio curativo naturale. Esso è parte integrante della cultura polinesiana che si rivela essere
ricchissima di storie che riguardano la meravigliosa "regina delle piante", grande quanto una patata e disseminata un po' ovunque sull‘intero gruppo di isole.
Il succo del Noni, non trattato, ha il sapore di un formaggio troppo stagionato ed il suo odore sgradevole si diffonde nell‘aria in vaste zone delle isole. La grande vitalità della
pianta ed il clima permettono fino a dodici raccolti l‘anno e di solito, questa iperproduzione, non veniva sfruttata ed i frutti, rimanevano là.
Il succo del Noni è molto acido, il suo pH va dal 3,4 al 3,8.
Nel 1983 un medico portò alcuni di questi frutti a due chimici alimentaristi negli U.S.A. e raccontò le numerose leggende che circolavano in Polinesia riguardo
questa fonte dell'eterna giovinezza. In seguito il succo di Noni fu distribuito ad un gruppo di persone "campione" che riferirono dopo alcuni giorni d'assunzione, apprezzabili miglioramenti del loro stato di salute generale.
cuni anni fa il succo di Noni è stato immesso sul mercato americano e si è rapidamente trasformato in uno dei più grandi successi del settore alimentare. In occasione di un
recente sondaggio, molto rappresentativo, la stragrande maggioranza dei clienti abituali ha dichiarato di voler continuare a rimanere fedeli a questo succo anche in futuro grazie ai
miglioramenti della loro salute generale ottenuti e mai immaginati.
Numerose ricerche scientifiche ad ampio raggio hanno evidenziato che si tratta, molto probabilmente, della scoperta più importante degli ultimi decenni nel campo dell'alimentazione naturale, in
quanto il Noni racchiude una concentrazione incredibilmente alta di principi attivi utili alla produzione del più importante enzima presente nel corpo umano, ovvero la xeronina. Si tratta di un
enzima scoperto circa trent'anni fa e che secondo i dati scientifici dovrebbe essere un elemento decisivo nei processi di sintesi delle proteine, del metabolismo in generale e della scissione
delle cellule.
Nelle culture tropicali il frutto della pianta Noni (Morinda citrifolia) è noto da migliaia di anni, esso ha molteplici ed incredibili proprietà, ed a tuttoggi le origini di tali effetti benefici non sono ancora del tutto studiate. Il principio attivo più importante del Noni è un alcaloide chiamato "proxeronina". La pianta cresce nella natura selvaggia e contiene 800 volte più di proxeronina rispetto a quella contenuta nell'ananas, che è comunque la seconda fonte naturale di proxeronina.
Quando si assume il Noni, grazie alla fase digestiva, la proxeronina giunge nell'intestino crasso e di qui viene trasportata al fegato, che è il contenitore di molte sostanze nutritive essenziali
per il nostro corpo. Ogni due ore il fegato immette un determinato quantitativo di proxeronina nel flusso sanguigno, così essa può giungere ai diversi tessuti. Andiamo ora a vedere cosa succede a
livello molecolare.
La proxeronina ha un peso molecolare di 17.000 unità, per renderci conto della dimensione basta sapere che la molecola dell'acqua ha un peso molecolare di 18 unità, e la sua forma assomiglia a quella
di un manubrio dalle estremità ingrossate. Perché la proxeronina possa trasformarsi in xeronina, che è la molecola attiva, ha bisogno dell'aiuto di un preciso enzima, questo enzima è il proxeronase,
il quale è presente in grande quantità nel nostro organismo. Il processo che trasforma la proxeronina in xeronina è complesso, ma possiamo cercare di farlo capire semplicemente spiegando in parole
povere cosa accade. La proxeronina avvolge l'enzima proxeronase, quest'ultimo unisce le due estremità della proxeronina (ricordate? Estremità ingrossate del manubrio) e quindi le separa dalla catena,
che ora è diventata inutile; le due parti ingrossate, ora unite, producono a loro volta, insieme alla serotonina, la molecola relativamente piccola della xeronina. La xeronina prodotta dalla
proxeronina ora si può unire alle proteine presenti nell'organismo, affinché esse diventino attive. Per capire meglio quest'ultimo processo diciamo qualcosa di più sulle proteine. Il nome proteina
deriva dal greco "proteios" che significa "primario, innanzitutto" e questo ci fa capire l'importanza delle proteine. Le proteine si compongono di lunghe catene di aminoacidi e forse sono le sostanze
attive più importanti del nostro corpo. Gli aminoacidi di cui il nostro corpo ha bisogno per costruire le varie proteine sono venti e si uniscono grazie a specifiche sequenze date dal DNA di ogni
singolo individuo ed è proprio la diversa successione degli aminoacidi nella proteina che ne determina la struttura. La catena si avvolge su se stessa e si raggruppa per formare, o un enorme grumo di
aminoacidi, o una proteina.
Le proteine hanno diverse funzioni nel corpo e tutte molto importanti, in primis nutrono la struttura dei nostri capelli, della pelle e delle ossa, in secondo luogo sono sempre loro a rendere possibile il trasporto delle sostanze chimiche all'interno della cellula e al suo esterno. Le proteine giungono attraverso la membrana cellulare fin dentro la cellula e da qui attraggono importanti sostanze nutritive, permettendo così a queste ultime di entrare all'interno della cellula stessa, in terzo luogo le proteine agiscono al pari degli ormoni e, in questa funzione, sono in grado di coordinare tutti i processi del corpo sul piano molecolare, in quarto luogo fungono come anticorpi ed aiutano il sistema immunitario.
Gli anticorpi si attaccano agli elementi estranei che aggrediscono il nostro organismo, come batteri e virus, in modo da indebolirli e combatterli. In quinto ed ultimo luogo, ma non per questo meno importante degli altri, agiscono come enzimi facilitando l'attività chimica nel corpo, perché il nostro corpo trasforma continuamente le composizioni chimiche, componendole e componendole e sono proprio le proteine che rendono possibile questo processo. Ora che abbiamo visto l'importanza delle proteine e le funzioni che svolgono, dobbiamo sapere che senza la xeronina molte di queste proteine non possono svolgere il proprio compito in quanto ci sono proteine che hanno specifiche caratteristiche grazie alle quali possono unirsi alla xeronina. Non tutte le proteine hanno bisogno della xeronina per diventare attive, ma molte di esse, fondamentali per la vita e che funzionano come ormoni, anticorpi o enzimi, necessitano della xeronina. Quando la xeronina si è unita alla proteina, essa rende possibile lo svolgimento del compito trasformando l'energia sottratta all'acqua in energia utile, o a livello chimico, o a livello elettrico. Questo processo è un processo meraviglioso ed affascinante, ma anche misterioso, cerchiamo di descriverlo il più semplicemente possibile per renderlo il più possibile chiaro e comprensibile.
L'acqua contiene un'enorme quantità d'energia, la sua molecola è costituita da un atomo di ossigeno (O) in stretta relazione con due atomi di idrogeno (H2), formando così la formula chimica H2O. Quando numerose molecole di acqua si trovano assieme, come in un recipiente, l'ossigeno di alcune (O) viene attratto dalle molecole di idrogeno di altre (H), dando origine ad un fenomeno noto come composto d'idrogeno; questo composto di idrogeno (composto H) non ha la stessa forza della composizione originaria all'interno della molecola stessa, ma, sommando tutti i composti di idrogeno all'interno di un recipiente pieno d'acqua, essa può produrre qualcosa di più forte dell'acciaio, in realtà, non tutti gli atomi di idrogeno e di ossigeno stanno insieme in questo tipo di composto H.
In sperimentazione si è dimostrato che il 15-20% di tutti i composti H possono scomporsi in qualsiasi momento. L'acqua è sempre stata un segreto per gli scienziati, perché i fatti non sono calcolabili. Analizzando l'acqua, si può constatare che, sebbene si sia scomposto il 20% dei composti H e dovrebbe avere di fatto una struttura "più dura dell'acciaio", guardandola e osservandola semplicemente è evidente che la sua struttura non è affatto "dura come l'acciaio", ma molto debole. Vediamo ora come ciò è possibile: se i composti H si decompongono secondo il principio del caso (cioè senza una precisa teoria o procedura) in tutto il liquido presente, allora la struttura rimane forte, se invece si decompongono lungo una linea, allora l'acqua si comporta come un liquido. Ecco allora che se allora questi composti H si rompono continuamente lungo una linea, ma attraverso tutto il liquido, essa presenterà le caratteristiche tipiche dell'acqua e così la forza dei composti e le caratteristiche visibili, ovvero il suo stato liquido, diventano compatibili.
Ora diventa comprensibile dove la xeronina prende il potere di attivare la proteina. A causa di queste separazioni continue dei composti H, l'acqua forma forti "blocchi" che scivolano via, l'uno accanto all'altro, trascinando e portando con sé tutto quello che trovano lungo il percorso. Sul piano teorico se fossimo in grado di dirigere questa scomposizione, caratteristica dei composti H, potremmo determinare i punti in cui questi blocchi d'acqua si rompono. Noi non siamo in grado di fare ciò, invece è esattamente quello che riesce a fare la xeronina che, grazie alla sua singolare struttura chimica, può emettere un segnale che dirige le soluzioni H all'interno dell'acqua, determinando così, i punti in cui i composti si rompono.
La xeronina può anche dirigere velocemente i movimenti di questi enormi blocchi d'acqua così, mentre i blocchi d'acqua scorrono, l'uno davanti od accanto all'altro, nel mezzo, in modo specifico e straordinario, essi trascinano e portano con sé la proteina. Questo è un processo che assegna alla proteina una grande forza d'azione che essa poi usa per svolgere il proprio lavoro utile.
Questo processo avviene in tutte le forme di vita, infatti, sia le piante, sia gli animali producono la xeronina per mezzo della proxeronina ed utilizzano quindi la xeronina per la mobilità delle loro proteine, esattamente come lo facciamo noi esseri umani, questo ci fa capire che tutti i tessuti sani sia di piante, sia di animali, contengono questo precursore della xeronina, che è la proxeronina.
L'essere umano riceve la proxeronina dagli alimenti che assume, ma a volte questo non è sufficiente ed allora occorre integrare questa assunzione ed un buon modo è quello di assumere il Noni che è ricchissimo in proxeronina. Ad esempio con la cultura intensiva si è svuotato il terreno delle sue sostanze nutritive e così i raccolti sono malati e deboli con la conseguenza che questi raccolti hanno un deficit di molte sostanze nutritive d'importanza vitale per l'essere umano, come per l'appunto la proxeronina. Al giorno d'oggi, l'uomo medio non riceve più un'alimentazione equilibrata che apporta la proxeronina nella giusta quantità per svolgere bene le funzioni vitali, ecco perché nasce la necessità di integrare la proxeronina.
Ci sono altri fattori che determinano un'integrazione di proxeronina, come la malattia, l'età avanzata ed una vita molto attiva; in queste situazioni le proteine per svolgere il loro duro lavoro e rispondere alle richieste hanno bisogno di più xeronina e, per produrre più xeronina c'è bisogno di più proxeronina nella dieta quotidiana. In carenza di xeronina e quindi di proxeronina le proteine non possono rispondere alle richieste del corpo e, in questo caso, si avranno malattie, spossatezza, esaurimento etc... Si pensa che sia possibile che molte delle nostre malattie moderne siano in realtà una conseguenza di una mancanza di xeronina nel corpo. Chi ha una bassa percentuale di xeronina nel corpo, sente prontamente gli effetti negativi dell'incapacità d'azione delle proteine, ma quando poi viene innalzata questa percentuale e, grazie all'assunzione di Noni, il livello di xeronina viene portato ad un buon livello, la persona percepisce ciò che viene generalmente definito come "miracolo".
Questo è il motivo per cui il succo di Noni è un prodotto unico per la salute. Invece di dare al corpo sostanze chimiche per funzionare meglio, come lo fanno molte droghe e numerosi farmaci, il succo di Noni fornisce la pre sostanza di questa sostanza chimica attiva e fa sì che il corpo stesso riprenda in mano il timone per governare le sue funzioni. Non vi è il rischio di assumere troppa proxeronina assumendo il Noni, in quanto il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per mantenere un buon livello ed il resto viene eliminato.
Come già detto, la xeronina è utilizzata sia nel regno animale che nel regno vegetale, ma la differenza tra questi due regni sta nel modo in cui la eliminano quando non serve più. Quando la xeronina ha svolto il proprio compito diventa importante per l'organismo umano eliminare quella non utilizzata affinché non continui ad esercitare la propria azione laddove non serve più. Si potrebbero creare non pochi problemi se avessimo troppa xeronina che stimoli le proteine a lavorare più del dovuto, ma la soluzione è data ancora una volta dalla natura stessa. La xeronina è un composto chimico molto instabile e, lasciata al proprio destino, essa decade e diventa inutilizzabile.
Il maggior numero delle forme di vita lascia decadere la xeronina e poi viene eliminata, ma non fanno così le piante, infatti, nel regno vegetale le cose cambiano. Molte piante trattengono la xeronina per conservarla, in quanto contiene azoto, sostanza molto utile per la vita delle piante stesse. Per conservarla ed al contempo disattivarla, la pianta aggiunge fili e grumi di "rifiuti molecolari" alla xeronina cos' essa non decade e non si può nemmeno aggregare a qualche proteina. Quando la xeronina è stata arricchita di questi "rifiuti molecolari" ne nasce la ben nota combinazione detta "alcaloide", oggi se ne conoscono più di 10.000 ed alcuni di questi contengono nicotina, cocaina, eroina, o morfina. Oggi si è portati a pensare che questi alcaloidi non siano altro che forme alterate della xeronina e che la loro funzione nelle piante sia quella di stabilizzare la stessa xeronina per conservarla al fine dell'assimilazione dell'azoto.
Gli alcaloidi sono simili nella loro struttura alla xeronina e sono inattivi nella pianta, ma all'interno del nostro organismo vengono scambiati dalle proteine come xeronina e quindi si fanno attivare.
Quando si fuma una sigaretta arriva una grande quantità di nicotina nel corpo, nella pianta la nicotina non è attiva, ma nel momento che entra nel nostro organismo, essendo molto simile alla xeronina, viene presa per tale dalle proteine che quindi vengono ingannate, di conseguenza la nicotina occupa il posto della xeronina all'interno della proteina e la attiva, esattamente come avrebbe fatto la xeronina, ma in modo meno efficace a causa dei "rifiuti molecolari" che si porta dietro.
Il continuare a fumare fa sì che si continui ad introdurre nell'organismo nicotina e di conseguenza il corpo si adeguerà ad essa e cambierà leggermente la forma delle sue proteine affinché si associno meglio con la nicotina che con la xeronina e questo creerà dipendenza. Col tempo la richiesta di fumo e quindi di nicotina aumenta, perché molte proteine hanno letteralmente bisogno delle molecole di nicotina per svolgere le proprie funzioni all'interno del nostro corpo, così come prima la stessa proteina aveva bisogno della xeronina. Più si fuma, più proteine vengono trasformate da proteina-xeronina in proteina-nicotina, e, ovviamente, sarà sempre più difficile smettere di fumare. Quando si deciderà di smettere di fumare, questo sarà difficoltoso e doloroso, perché, mancando la nicotina, molte proteine non saranno più in grado di funzionare bene. Questo è il motivo perché si avranno i sintomi da astinenza. Lo stesso processo vale per tutti gli alcaloidi estranei al nostro corpo che noi assumiamo, compresi la caffeina, la cocaina, l'eroina, la morfina, ecc., perché quando assumiamo questi alcaloidi, che sono sostanze estranee al nostro corpo, le nostre proteine si adeguano a loro e la nostra richiesta naturale di xeronina si trasforma in un fabbisogno innaturale di questi alcaloidi. Se noi inondiamo il nostro corpo con questi alcaloidi a noi estranei (come per esempio le droghe), essi stimolano le nostre proteine a un'iperattività e provocano quindi una sensazione di euforia.
Le diverse droghe hanno effetti diversi sul nostro organismo proprio a causa della non eguale quantità di "rifiuti molecolari" che si sono aggiunti alla loro struttura originaria, quindi, per esempio, la cocaina susciterà un altro effetto nel nostro corpo rispetto alla morfina e questo grazie alla leggera differenza nella loro struttura, differenza che limita o amplia determinati aspetti della funzione naturale della xeronina. La chiave è sempre la stessa: tutte imitano la funzione naturale della xeronina. Diventare dipendenti è molto facile, ma è poi molto difficile smettere di assumere questi alcaloidi e questo è normale, perché una volta assunto un alcaloide in grande quantità, questo inonda letteralmente il nostro corpo e la grande affluenza di alcaloidi estranei all'organismo travolge la quantità minore di xeronina naturale presente in noi e deforma molto velocemente molte proteine. In farmacologia vengono usati molti alcaloidi, ma alla base di ogni effetto farmacologico di questi alcaloidi c'è sempre la funzione naturale della xeronina.
Il fegato è il principale organo che contiene proxeronina, il secondo è la pelle. La proxeronina viene trasformata in tutto il corpo
nella xeronina, pelle inclusa. Per mantenere sana e liscia la sua superficie, la pelle ha bisogno di molta proxeronina. Una mancanza può suscitare una condizione malsana e creare numerosi altri
problemi. Inoltre la proxeronina serve per mantenere sani i capelli.
Abbiamo visto che gli alcaloidi non sono altro che imitazioni della xeronina prodotti dalle piante ai fini di conservazione per ottenere azoto, per questo motivo la xeronina sa fare tutto quello che
possono fare questi alcaloidi, se non meglio e in modo naturale. Le endorfine sono gli ormoni responsabili delle buone sensazioni nel corpo, esse si uniscono a certe proteine proprio come fa la
xeronina e, quando la xeronina e l'endorfina sono legate alla stessa proteina, la xeronina conduce l'energia dell'acqua dentro l'endorfina e quest'ultima produce quella sensazione di "benessere". La
scienza indaga tuttora sul modo in cui l'endorfina produce queste sensazioni, ma quello che è certo è che senza la xeronina l'endorfina di fatto è inutile.
L'azione stimolante della xeronina si rispecchia nell'azione della sua cugina, la caffeina, l'alcaloide che la imita. Quando bevete una tazza di caffè la mattina, la caffeina inonda il vostro corpo; le molecole della caffeina si aggregano subito alle proteine presenti nel corpo e prendono il posto della xeronina e poi le attivano e siccome sono tante queste molecole di caffeina che vengono assunte bevendo una tazza di caffè, le proteine possono lavorare molto di più. L'effetto provocato da una quantità significativa di xeronina pura è pari all'effetto della caffeina. L'effetto stimolante della xeronina può sviluppare un potenziale sorprendente. Può migliorare la capacità di un atleta, come può aumentare la capacità di concentrarsi e di pensare in piena lucidità.
Il dottor Heinicke è la referenza in materia di Noni; laureato in biochimica all'Università del Minnesota ha fatto anche degli studi d'ingegneria presso l'Università del Kentucky
(Lexington); è vissuto nelle Hawaii dal 1950 al 1986, dove lavorava presso l'Università di Hawaii e faceva delle ricerche sull'Ananas sativa per conto della Società Dole.
Il dottor Heinicke è stato il primo a ricercare i principi attivi contenuti nel Noni (Morinda citrifolia) che fa parte della famiglia delle rubiacee. Egli voleva sapere quali erano i principi attivi
contenuti nel frutto di Noni che i polinesiani consumano già da secoli.
Nel 1957 scoprì nelle cellule umane un alcaloide che chiamò xeronina, poco dopo riscontrò che una quantità troppo debole di xeronina nelle cellule poteva dare origine a problemi di salute importanti.
Il Noni ne contiene poca, ma contiene molta proxeronina precursore della xeronina. La trasformazione di proxeronina in xeronina incomincia subito dopo l'assunzione di Noni.
Il Noni contiene anche la forma inattiva dell'enzima necessaria a questa trasformazione. Per fare sì che gli effetti del Noni siano completi questo proenzima deve essere attivato; ecco perché è meglio assumere il Noni a stomaco vuoto. In queste condizioni questo proenzima è capace di resistere ai succhi gastrici della digestione e passare così nell'intestino dove diventa attivo e può essere utilizzato dall'organismo. Molti organi del corpo umano contengono delle proteine capaci di utilizzare la xeronina; essa può alleviare i sintomi di gran parte delle malattie (in questo caso la malattia è dovuta ad una carenza di xeronina). Lavori di A. Hirazumi dimostrano che il Noni allunga la speranza di vita nei topi da laboratorio colpiti da cancro dei polmoni. Sembra che il Noni agisca indirettamente sul sistema immunitario. Il Noni è anche molto efficace nel trattamento delle ustioni, in quanto la xeronina attiva un enzima specifico che accelera il rinnovamento dei tessuti bruciati. Il noni ha anche un effetto sulla salute psichica, perché la xeronina trasforma certe proteine del cervello in ricettori attivi dell'endorfina o "ormone del benessere.'' La xeronina rende possibile il passaggio di molecole più larghe attraverso le membrane cellulari. Ne consegue perciò un miglioramento della digestione. Altri problemi di salute possono essere migliorati grazie al Noni: ipertensione, dolori mestruali, artrite, ulcera dello stomaco, distorsioni, depressione, nervosismo, senescenza precoce, disturbi digestivi, obesità, mancanza di libido e/o piacere, ipertensione arteriosa, diabete di tipo 1 e 2, astenia psichica e/o fisica, sindrome da stanchezza cronica, disturbi del sonno, tabagismo, dipendenza da droghe, etc.".
La xeronina è un elemento fondamentale per le funzioni del corpo umano. Una debole presenza di xeronina nell'organismo è funesta per la nostra salute, ma in quantità
sufficiente essa permette di restare in piena forma.
Il dottor Scott Gerson ha effettuato uno studio in doppio ceco (i pazienti non erano al corrente di ciò che veniva loro somministrato) per valutare l'influenza del Noni sull'ipertensione.
Durante 14 settimane il dottor Gerson ha condotto le sue ricerche su 9 pazienti (6 uomini e 3 donne) affetti da ipertensione i quali sono stati selezionati casualmente e non sapevano di consumare del
Noni. I pazienti hanno conservato lo stesso regime alimentare e la stessa attività fisica che avevano prima di cominciare il trattamento. 8 dei 9 pazienti hanno manifestato una diminuzione
significativa della loro pressione arteriosa, la loro tensione sistolica (pressione massima) è diminuita in media del 7,5 % e la tensione diastolica (pressione minima) è diminuita i media del 4 %. Il
dottor Gerson è stato il primo a dimostrare questo attraverso questo piccolo studio clinico, in seguito queste cifre si sono verificate presso la maggior parte dei consumatori di Noni. Nessun medico
ha potuto constatare che la pressione arteriosa poteva scendere sotto la norma e tutti hanno segnalato che gli effetti secondari erano insignificanti e praticamente inesistenti.
La maggior parte dei pazienti hanno constatato un ritorno all'ipertensione dopo l'interruzione del trattamento, poi un abbassamento della loro tensione fino alla
normale dopo avere ripreso il Noni. Gli effetti della xeronina sull'ipertensione sono innegabili. Altri studi in più grande scala sono stati da allora realizzati ed hanno confermato il lavoro del
dottore Gerson.
È riconosciuto che una delle principali azioni del Noni è la capacità di alleviare gran parte dei dolori. Eminenti medici Occidentali, del Sud Est Asiatico, Hawaiani o ricercatori contemporanei come
Ralph Heinicke o clinici naturopati come il dottor Steve Schechter ribadiscono che il Noni permette al corpo di guarire da solo e di sopprimere il dolore. La xeronina riduce ed in alcuni casi fa
scomparire una gran parte dei dolori.
Il Dr. Halton Delbert D.C., laureato in Kiropratica al College di Kiropratica di Palmer e laureato in biologia riferisce che da quaranta anni circa, soffriva di un dolore insistente nel basso della schiena che gli impediva di fare qualsiasi attività casalinga normale e che, dopo 6 settimane di assunzione di Noni il dolore è rapidamente scomparso, dopo l'esperienza vissuta in prima persona ha iniziato a raccomandare ai suoi pazienti ottenendo grandi successi. Un'altra prova delle meraviglie del Noni, continua a riferire il Dr. Halton Delbert, è la seguente: una paziente affetta da AIDS dopo aver assunto noni per un certo periodo il Noni ha visto la sua quantità unitarie di cellule T passare da 169 a 400 ed i suoi sintomi si sono stabilizzati. Il Dr. Halton Delbert riferisce di aver vissuto altre meravigliose esperienze come quella di un paziente colpito da cancro del polmone che le sue metastasi hanno iniziato a riassorbirsi da quando ha iniziato ad assumere Noni. Qualche anno fa, uno dei suoi pazienti ha subito importanti traumi a causa di un incidente stradale; si è fratturato diverse costole, una spalla ed un ginocchio e da allora aveva molti problemi di artrite ed in modo particolare al ginocchio. Quando ha iniziato ad assumere Noni il dolore al ginocchio è sparito in pochi giorni e progressivamente anche il dolore alla spalla ed alle costole; oggi quest'uomo vive felice senza alcun dolore. Un altro dei suoi pazienti si era fratturato una caviglia e gli era rimasto un dolore insistente e la caviglia era rimasta gonfia per più di un anno e mezzo; dopo solo 10 giorni di assunzione di Noni, dolori e gonfiori erano spariti completamente. Gli effetti della xeronina contenuta nel Noni sono spettacolari e questo su parecchie malattie, le più varie.
Il Noni è uno dei poli di ricerca più importanti dell'inizio del terzo millennio. Nei prossimi 15 anni, applicazioni farmaceutiche sempre più specifiche ne dovranno derivare. Il Noni è una delle grandi speranze della ricerca del ventunesimo secolo.
L'elemento più importante di Nonu è un alcaloide chiamato ‘proxeronina'. Il succo di Nonu cresce nella natura selvaggia e contiene 800 volte tanto la quantità di proxeronina contenuta nell'ananas (la seconda fonte naturale di questa sostanza). Quando beviamo un bicchiere di succo di Nonu, grazie alla fase digestiva, la proxeronina giunge nell'intestino crasso e di qui viene trasportata nel fegato. Il fegato è il contenitore di molte sostanze nutritive essenziali per il nostro corpo. Ogni due ore il fegato immette un determinato quantitativo di questa proxeronina nel flusso sanguigno, in modo che essa giunga nei diversi tessuti del corpo. Affinché la proxeronina possa poi trasformarsi nella xeronina - la molecola attiva - ha bisogno dell'aiuto di un enzima preciso, il proxeronase, presente in grandi quantità nel nostro corpo. La xeronina prodotta dalla proxeronina si unisce ora alle proteine presenti nel corpo, affinché esse diventino attive.
La maggior parte delle proteine hanno bisogno della xeronina per diventare attive, ossia svolgere il proprio compito, e queste proteine sono fondamentali per la vita
funzionando come ormoni, anticorpi o enzimi.
Quando la xeronina si è unita alla proteina, essa rende possibile lo svolgimento del compito, trasformando l'energia sottratta all'acqua in energia utile, o a livello chimico, o a livello
elettrico.
E' vero che mangiando normalmente assimiliamo anche la proxeronina, ma è sufficiente? Assieme a tutto il bene fatto dalla moderna civiltà sono nati anche una serie di
problemi assolutamente nuovi. Con il drammatico aumento della popolazione nel ventesimo secolo l'agricoltura ha drasticamente cambiato aspetto per tenere il passo con l'accresciuto fabbisogno. E
questa aumentata produzione agricola ha reso inevitabile uno sfruttamento eccessivo del terreno negli enormi spazi usati per le piantagioni. Gli additivi chimici usati per eguagliare l'uso
spropositato del terreno non erano sufficienti, però, al fine di fornire tutte le necessarie microsostanze nutritive per crescere le piante in modo sano e naturale. Lo svuotamento del terreno e
l'insufficiente concimazione chimica hanno reso malati e deboli i raccolti e di conseguenza hanno condotto a un deficit di molte sostanze nutritive di importanza vitale per noi, come per l'appunto la
proxeronina.
Accanto all'indebolimento del terreno c'è inoltre una ridotta offerta di alimenti che rende necessario un apporto ulteriore di proxeronina. Il nostro modo di vivere
veloce nella società moderna ha prodotto un'offerta di alimenti carenti di molte sostanze importanti. Al giorno d'oggi, l'uomo medio non riceve più un'alimentazione equilibrata che apporta la
proxeronina nella giusta quantità per svolgere bene le funzioni vitali: ecco perché nasce il bisogno di integrare la proxeronina. Certamente sarebbe la cosa migliore riuscire a procurarsi tutta la
proxeronina necessaria per un corretto funzionamento del corpo dagli alimenti, ma non sempre è possibile. Così diventa necessario integrarla.
Una serie di fattori ulteriori determina inoltre un fabbisogno maggiore di proxeronina nell'alimentazione. La malattia e una vita molto attiva richiedono più proteine nel corpo. E affinché le
proteine possano svolgere il loro duro lavoro e rispondere alle richieste dovute, esse hanno bisogno di più xeronina. E per produrre più xeronina c'è bisogno di più proxeronina nell'alimentazione
quotidiana. Anche l'età avanzata comporta un maggiore impegno di sostanze nutritive per mantenere un corpo sano. E una di queste sostanze è la proxeronina.
Tutte le situazioni elencate indicano una maggiore richiesta di proxeronina da parte del corpo rispetto a quella normalmente assimilata. Se questo fabbisogno non viene esaudito, le proteine non possono rispondere alle richieste del corpo. Se accade questo, seguono malattie, spossatezza, esaurimento e a volte la morte. E' addirittura possibile che molte delle nostre malattie moderne siano in realtà una conseguenza di una mancanza di xeronina nel corpo.
Se effettivamente è così, una maggiore assimilazione di proxeronina agirà preventivamente e inoltre provvederà a ‘curare' queste malattie. Su questo principio si
basano per altro molti attributi ascritti al succo di Noni. Chi ha una bassa percentuale di xeronina nel corpo, sente prontamente gli effetti negativi dell'incapacità d'azione delle proteine. Quando
poi viene innalzata questa percentuale, bevendo il succo di Noni e portando il livello di xeronina a una quantità nuovamente ‘sana', la persona percepirà ciò che viene generalmente definito come
‘miracolo'. Il motivo per cui molte persone si affidano al ‘miracoloso' succo parlando degli straordinari risultati ottenuti è da spiegarsi col fatto che il succo di Noni apporta una sostanza
nutritiva vitale - la proxeronina - che in alcuni casi manca clamorosamente nella loro alimentazione quotidiana.
Questo è il motivo per cui il succo di Noni è un prodotto unico per la salute. Invece di dare al corpo sostanze chimiche per funzionare meglio, come fanno molte
droghe e numerosi farmaci, il succo di Noni fornisce la pre-sostanza di questa sostanza chimica attiva e fa sì che il corpo stesso riprenda in mano il timone per gestire le sue funzioni. Il succo di
Noni fornisce la proxeronina al corpo, e il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per tenere un buon livello. Il resto viene eliminato. Per questo motivo si può escludere il
rischio di assumere una dose eccessiva bevendo il succo di Noni.
Ora che siamo a conoscenza del ruolo importante che svolge la xeronina nel nostro corpo, proviamo ad addentrarci in alcuni segreti della scienza spiegabili attraverso le nuove nozioni
acquisite.
Come già detto, la xeronina viene utilizzata sia nel mondo animale che nel mondo delle piante. Ma la differenza tra questi due mondi sta nel modo in cui la decompongono/eliminano, quando non serve più. Quando la xeronina ha svolto il proprio compito, diventa importante per l'organismo l'eliminazione di quella utilizzata affinché non continui a esercitare la propria azione laddove non serve più. Se avessimo troppa xeronina che stimola le proteine a lavorare più del dovuto, ciò creerebbe non pochi problemi. Ma la soluzione è data ancora una volta dalla natura stessa. La xeroninaè un composto chimico molto instabile. Lasciata al proprio destino, essa decade e diventa inutilizzabile. Il maggior numero delle forme di vita lascia decadere infatti la xeronina.
Non le piante: qui le cose procedono in altro modo. Mentre quasi tutti gli esseri viventi (noi compresi) eliminano semplicemente la xeronina, molte piante desiderano trattenere la xeronina per conservarla, dato che contiene il prestigioso azoto. Per conservarla e al contempo disattivarla, la pianta aggiunge fili e grumi di ‘rifiuti molecolari' alla xeronina affinché non decada e non si aggreghi nemmeno a qualche proteina. Quando la xeronina è stata caricata con questi ‘rifiuti molecolari', ne nasce la ben nota combinazione detta ‘alcaloide'.
Il fegato è il principale organo contenente la proxeronina, e il secondo è la pelle.
Il damnacantale, un altro composto contenuto nel frutto della pianta del Noni, ha mostrato l'abilità di bloccare o inibire la funzione cellulare delle cellule RAS, considerate essere delle cellule precancerose. La rivista 'Cancer Letter' aveva reso noto che la 'Keio University' e la 'Institute of Biomedical Sciences' in Giappone avevano rivendicato l'isolamento di un nuovo composto antrachinone, da parte della Morinda Citrifolia, chiamato damnacantale, che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Noni ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane. Ricerche significative sugli usi medicinali del Noni sono state presentate a diversi convegni annuali della 'American Association for Cancer Research'. Una relazione di grande riferimento, presentata nel 1992 all'ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel 'Proceeding of the American Association for Cancer Research', conferma l'efficacia della Morinda Citrifolia nella lotta contro il cancro, dimostrata da ricerche di laboratorio che indicano come il Noni riesce effettivamente a inibire la crescita tumorale. Il damnacantale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu identificato come inibente della funzione precancerosa.
IMPORTANTE: nelle patologie seguire SEMPRE le CURE del MEDICO CURANTE

