Dalla Polinesia l'elisir di giovinezza

11 aprile 2005

Il Noni è un frutto selvatico che cresce nelle isole dell'arcipelago

Da pianta sacra degli sciamani polinesiani è diventato un rimedio naturale venduto in tutto il mondo

ROMA - La parola magica è Noni: un frutto selvatico, grande quanto una patata maleodorante ma apprezzato da millenni in Polinesia per le straordinarie proprietà terapeutiche del suo succo. Elisir di giovinezza, antidolorifico, rinforzante delle difese

immunitarie: un rimedio naturale a tutto campo da noi pressoché sconosciuto, ma, c'è da scommetterci, ancora per poco. Introdotto nel mercato americano tre anni fa, si è trasformato da prodotto di nicchia in uno dei più grandi successi del settore alimentare. In otto anni la Tahitian Noni International, società che lavora il frutto nella Polinesia francese, ha incrementato le vendite nel mondo fino a sfondare quota 500 milioni (di dollari) di ricavi solo nel 2004. E nel mondo ci sono oggi almeno 250 società che producono prodotti a base di noni, assicura il portavoce dell'azienda. Da pianta sacra degli sciamani polinesiani a integratore e ricostituente naturale in vendita negli scaffali dei negozi e anche online (dall'Italia per esempio sul sito di gisplay.net). Una metamorfosi consumatasi in poco tempo: tutto iniziò nel 1983 quando un medico ne portò un esemplare a due chimici americani impiegati nel settore alimentare negli Stati Uniti. Da allora il frutto prodigioso è stato portato all'attenzione del mondo scientifico, sotto il nome di Morinda Citrifolia. Dalle ricerche è emerso qualcosa di incredibile: il Nonu contiene vitamine, minerali, enzimi, oligoelemeti e steroli e l'intero spettro di aminoacidi, che lo rendono una perfetta fonte di proteine. PERCHE' FUNZIONA - E' stato Ralph Heinicke, dottore e biochimico, il primo a capire perché il Noni funziona. Lo scienziato scoprì un alcaloide fondamentale perché le cellule del corpo funzionino correttamente, consentendo alle proteine di eseguire i loro compiti: lo chiamò xeronina. La xeronina è fisiologicamente prodotta dall'organismo umano, ma questa capacità diminuisce con l'età: malattie, traumi e stress contribuiscono in particolare a ridurne la produzione. Per questo motivo l'integrazione alimentare con estratti di Noni permette di normalizzare le strutture proteiche e le funzioni ad esse legate, grazie ad un migliore assorbimento di aminoacidi, vitamine e minerali, e a un facilitato passaggio di tali sostanze attraverso le membrane cellulari. Gli esseri umani possono anche attingerla dagli alimenti, ma molti ricercatori, incluso Heinicke, sostengono che non sia sufficiente. E la sua mancanza può comportare l'insorgere di malattie, stanchezza e peggioramenti dello stato di salute. I benefici del Noni sono stati confermati da un recente test condotto su un campione di 8mila persone dall'équipe di Neil Solomon, ricercatore americano e firma di New York Times e Cnn.

 

REPUBBLICA Inserto Salute

REPUBBLICA 23 Marzo 2006 SUPPLEMENTO SALUTE


L'erba voglio
Dal frutto di Tahiti e delle Hawaii un freno al colesterolo

di Roberto Suozzi

 

Uno dei rimedi della Medicina Tradizionale delle isole Hawaii per curare i bambini che manifestavano una spiccata debolezza, conseguente a disturbi gastrointestinali, era la somministrazione per tre volte al giorno di un composto tonico, ottenuto da diverse piante. Si ricavava, oltre che dal succo di Ko (Saccharum officinale), dai fiori del Kukui (Aleuritis moluccana), dai gherigli arrostiti della sua noce, dalla scorza del ohi'a'ai (Syzygium malaccense, dal gambo della 'ala'ala wai nui (Peperomia), anche da un bel frutto maturo di noni e cioè dalla Morinda citrifolia.
La popolarità del noni ha ormai superato i limiti dell'arcipelago del Pacifico. Riguarda però soprattutto il succo e sono in molti a chiedersi perché moltissimi polinesiani lo bevano e perché questo vengo adoperato da più di 2000 anni come medicamento. Tra chi ha investigato le proprietà del succo di noni c'è Miang-Yin Wang dell'University Illinois College of Medicine. Al 46 convegno annuale dell'American Heart Association, lo studioso ha presentato un lavoro sulla prevenzione e sull'epidemiologia dei disturbi cardiovascolari, sulla capacità di tale succo di diminuire i livelli totali di colesterolo e trigliceridi in fumatori adulti.
In precedenti studi il succo del frutto di noni aveva dimostrato proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, anticoagulanti e antitumorali. Per la sua sperimentazione, Wang ha scelto persone fumatrici poiché queste tendono sia ad avere più alti livelli di colesterolo, sia più elevate possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari. Centrotrentadue soggetti fumatori, tra i 20 ed i 60 anni, e con elevati livelli di colesterolo, vennero prescelte per lo studio (che non prevedeva l'utilizzo di farmaci ipocolesterolemizzanti) e suddivisi in gruppi. Un gradevole placebo venne somministrato a 26 persone, mentre le altre 106 bevettero da una a quattro once di succo di noni.
Alla fine dello studio, durato un mese, i bevitori di noni videro una significativa diminuzione del loro colesterolo (da 235.2 mg/dl a 190.2) e così i trigliceridi (da 242.5 mg/dl a 193 mg/dl). Altri dati non ufficializzati mostravano anche una diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) ed un miglioramento di quello buono (HDL). Senza nulla sminuire al lavoro degli studiosi pongo alcune considerazioni: lo studio è stato condotto su un piccolo numero di persone e per poco tempo; al noni, per migliorarne la palatabilità, era stato aggiunto del succo di uva e di mirtillo.

il Giornale della Domenica

Dalla Polinesia la pianta del benessere

Dopo il debutto negli Stati Uniti dieci anni fa, il consumo del Noni,"il frutto della salute", è cresciuto costantemente in tutto il mondo…

 

Elisabetta Pellegrini

Arriva dalle terre tropicali amate da Gaugin la pianta sacra che i guaritori Kahuna scoprirono più di 2000 anni fa come panacea per alleviare dolori e malesseri di varia natura, ma persino come aiuto per mantenere i nervi saldi.

Il Noni è un arbusto sempreverde noto in botanica come Morinda Citrifolia, diffusissimo in Polinesia dove cresce fino a diventare un albero di altezza variabile tra i 3 e i 6 metri, con bellissimi frutti che maturano tutto l'anno, si sviluppano prima dei fiori e forniscono un succo dalle straordinarie qualità nutritive e ricostituenti. Secondo lo studio "Succo di Noni; il frutto tropicale con 101 indicazioni terapeutiche" condotto dal medico americano Neil Solomon basato sull'analisi statistica delle affermazioni di 50 medici ed esperti che hanno sperimentato il "frutto della salute" su oltre 10.000 pazienti, le straordinarie

virtù del Noni si devono al contenuto di xeronina, un alcaloide fondamentale per il funzionamento cellulare, fisiologicamente prodotto dall'organismo umano ma che tende a diminuire con l'età e uno stile di vita stressante. Il succo di Noni, che viene estratto dal frutto appena colto e lavorato direttamente a Tahiti, contiene 800 volte la

quantità di proxeronina (il precursore della xeronina) contenuta nell'ananas, seconda fonte naturale di questa sostanza in grado di normalizzare le strutture proteiche e le funzioni ad esse legate, di migliorare assorbimento di aminoacidi, vitamine e minerali, la cui carenza può comportare l'insorgere di malattie, stanchezza e un generale peggioramento dello stato di salute. Si tratta di quello che gli erboristi definiscono un "adattogeno"; un prodotto naturale al 100%, privo di effetti collaterali e controindicazioni, che è qualcosa di più rispetto a un semplice integratore alimentare e può aiutare tutte le funzioni del corpo a svolgere al meglio il loro compito. Ecco perché il Noni Tahiti Naturel,  puro succo biologico certificato

dall'Unione Europea e distribuito in Italia dal Laboratorio Erboristico Sangalli di Treviglio (Bg) con il marchio NT, è oggi considerato la scoperta scientifica più importante nel campo delle cure naturali e i suoi effetti vengono  apprezzati da milioni di consumatori in tutto il mondo che ne acquistano qualcosa come 52.000 esemplari ogni santo giorno.

11.04.2005
Il Messaggero Online - di Anna Guaita

 

NEW YORK - DOPO aver riscoperto l'arte, la musica, la storia e le tradizioni dei popoli indigeni, il multiculturalismo ne sta anche riscoprendo l'arte medica.

Perfino le grandi istituzioni mondiali della salute riconoscono che nelle usanze di popoli che una volta venivano liquidati come "primitivi" si può trovare grande saggezza. Nonché un'interessante fonte di guadagno.
Tanto interessante, alle volte, da surclassare ogni altra industria locale. Alle isole Hawaii ad esempio si sta discutendo se non sia il caso di ridurre le estese coltivazioni di ananas per fare più spazio al kava e al Noni, due piante che da secoli fanno parte dell'armadietto dei medicinali delle famiglie locali, e che recentemente sono diventate di moda presso i seguaci della medicina naturale del mondo occidentale.
Al momento le due piante sono coltivate solamente in piccoli appezzamenti delle isole meno turistizzate dell'arcipelago. In un certo senso, gli hawaiiani le hanno volute proteggere dall'ipersfruttamento. Ma da quando i benefici del kava e del noni sono stati scoperti negli Stati Uniti, alcune isole della Polinesia si sono lanciate a produrle in massa. Questo ha fatto infuocare l'orgoglio degli hawaiiani, secondo i quali il terreno vulcanico delle loro isole garantisce una qualità assolutamente superiore delle due piante, niente a che vedere con quelle che vengono coltivate nei vicini arcipelaghi delle Figi e delle Vanuatu.

Sia il kava, che in hawaiiano si chiama 'awa, sia il Noni sono piante amate dalle popolazione delle isole, e spesso sono presenti nelle leggende locali. Si favoleggia ad esempio che il semidio Maui, che ha dato il nome alla seconda delle isole hawaiiane, si curò dei suoi dolori reumatici con caldi impacchi del frutto del noni. Per capire il peso di questo mito, bisogna ricordare che il dio Maui è indicato come colui che conquistò per le Hawaii il sole perenne, cioè la vita. Tanto è potente il noni, tanto strepitose sono le sue proprietà curative, che persino un dio così "influente" lo usò con ottimi risultati.

Il cespuglio del noni, il cui nome scientifico è Morinda citrifolia, è noto presso gli occidentali come "gelso delle Hawaii" per il suo frutto dolce e bitorzoluto che sembra una via di mezzo fra un gelso e una mora. Anticamente il frutto veniva impastato e applicato sul corpo per curare dolori ossei e infezioni della pelle, oppure veniva cotto e ingerito per far passare disturbi di stomaco. Il suo potere antinfiammatorio è stato provato anche nei più avanzati laboratori scientifici degli Stati Uniti, dove il noni viene comunemente soprannominato "l'aspirina hawaiiana". Oggi però lo si può comprare in Internet, sotto forma di polvere, in bustine che assomigliano a quelle del tè.

Il kava non è da meno. Cespuglio verdissimo cugino della pianta del pepe, è noto in farmacologia con il nome latino di Piper Mathysticum. Sin dalle più remote antichità gli sciamani delle Hawaii ne conoscevano il delicato effetto rilassante, che lo rende simile a una versione leggera dei moderni ansiolitici. Tutte le mamme delle isole lo hanno usato quando i bambini erano ammalati e irrequieti. Mescolato al latte di cocco veniva offerto dalle mogli ai mariti che avevano passato intere giornate a pescare o a lavorare nei campi.

 

 

VIVER SANI E BELLI

Maggio 2007

NONI LA PIANTA TUTTO FARE

 

Da noi è una novità, ma le popolazioni dell'Oceano Pacifico la utilizzano da decenni per le sue molteplici proprietà benefiche e nutritive: è tonificante, antidolorifico, contrasta i radicali liberi e rende più luminosa l'epidermide.

La morinda citrifolia, più comunemente mota come Noni, è una delle più importanti novità introdotte in Italia, nell'ambito delle cure naturali, nel corso del 2006. Questa pianta, ritenuta sacra dagli sciamani polinesiani, è utilizzata da moltissimi decenni dalle popolazioni dell'Oceano Pacifico per le sue proprietà benefiche e nutritive. Ai suoi frutti, di colore verde o giallo in base al grado di maturazione, sono riconosciute caratteristiche preziose per il benessere di tutto l'organismo.

 

DALLA RADICE AI FRUTTI NON SI BUTTA VIA NIENTE

Il Noni è una pianta sempre verde di dimensioni variabili che vanno da poche decine di centimetri all'albero alto qualche metro. Il fiore prodotto è bianco, profumato e sboccia nell'arco di tutto l'anno, a prescindere dalle stagioni. Il frutto ha la caratteristica bitorzoluta ricoperta da piccole protuberanze, che contengono i semi. Questa pianta è ricca di vitamine, minerali e un vasto quantitativo di aminoacidi. Contiene, in particolare, la proxeronina, una sostanza che induce nell'organismo la produzione di xeronina, una componente rilevante della membrana della cellula, in grado di esercitare un'efficace azione riparatrice sulle cellule danneggiate. E' in grado, inoltre, di regolare il lavoro delle proteine, di fornire loro una struttura adeguata e riveste un ruolo fondamentale nel metabolismo delle cellule.

 

IN ITALIA SI USA IL SUCCO

Secondo l'antica tradizione polinesiana, i guaritori locali impiegavano ogni parte della pianta di Noni; venivano, infatti, sfruttati i semi, le foglie, i frutti e i fiori. Sempre secondo la tradizione le foglie erano utili per alleviare le ferite e i rossori della pelle, gli estratti della radice si usavano per abbassare la pressione sanguigna, i semi esercitavano un'efficace azione purgante mente i fiori, infine, davano sollievo in caso di infiammazioni agli occhi. In Italia il Noni , utilizzato prevalentemente sotto forma di succo oppure di olio, è classificato come alimento, perciò non può essere definito un prodotto terapeutico. E' un succo di consistenza densa simile al purè, ricavato da una pianta naturale, che ha alcune proprietà benefiche, ma nessuna pretesa o intento curativo.

 

IL MIGLIORE? QUELLO DI TAHITI

Secondo gli esperti, il tipo di Noni più efficace è quello prodotto sull'isola di Traiti: è più ricco di minerali a causa delle caratteristiche del territorio vulcanico.

 

TANTI BENEFICI

Il Noni non è una medicina o una pozione magica, è piuttosto un valido alleato per rinforzare il sistema naturale dei difesa dell'organismo. Ha un buon potere ricostituente, grazie all'alto contenuto di vitamine, di aminoacidi e di minerali, è un energizzante che consente di migliorare le prestazioni fisiche e fisiologiche. Ecco i suoi molteplici effetti positivi sull'organismo.

 

ALLENTA LO STRESS

Una vita particolarmente faticosa, ricca di impegni e di responsabilità,e un regime alimentare poco adeguato o, ancora peggio, senza nessun ordine, incidono negativamente sulla produzione di xeronina da parte dell'organismo. Bere regolarmente il succo di questa pianta può essere un buon metodo per dare una mano al proprio corpo, incentivando la produzione di proxeronina. In questo modo si favorisce l'assimilazione degli aminoacidi, delle vitamine e dei Sali minerali naturalmente contenuti negli alimenti. Può essere una valido alleato anche per le donne che hanno partorito da poco tempo. In questo caso, essendo un prodotto rinvigorente,potrebbe aiutare a superare i problemi di depressione, tristezza e debolezza conseguenti al parto.

 

ALLEVIA IL DOLORE

Uno studio sperimentale, condotto sugli animali, ha confermato le capacità antidolorifiche della pianta di Noni, che può essere sfruttata in diverse occasioni. Non si tratta di una cura, ma di un aiuto per combattere i dolori tipici di alcune malattie, dal mal di testa ai disturbi gastrointestinali.

 

COMBATTE LE INFIAMMAZIONI

Consumato regolarmente può risultare efficace per combattere piccoli disturbi di tutti i giorni, grazie al suo comprovato potere antinfiammatorio: dal mal di pancia al mal di denti.

 

RALLENTA L'INVECCHIAMENTO

Il processo di invecchiamento è un percorso naturale e inevitabile, costellato di possibili effetti collaterali, come problemi, malattie o disturbi vari, dovuti all'azione dei radicali liberi. La xeronina presente nel succo di Noni rallenta la comparsa dei fenomeni tipici dell'invecchiamento. Questa pianta, inoltre, contiene il selenio, un potente antiossidante dagli effetti benefici.

 

MILGIORA LA PELLE

Il succo di noni, che ha una consistenza particolarmente densa, può essere anche applicato sulla pelle con ottimi risultati. In particolare è utile per trattare le infiammazioni della cute, le ustioni lievi e le piccole abrasioni. La xeronina è, infatti, in grado di favorire la rigenerazione del tessuto traumatizzato. Si riscontrano anche ottimi risultati dal punto di vista estetico. La pelle ritrova elasticità e luminosità e le rughe si attenuano. Il succo di Noni, sia bevuto sia applicato direttamente sulla parte da trattare, contribuisce in maniera molto efficace al riequilibrio cutaneo. Sono stati rilevati anche effetti positivi sui fastidiosissimi foruncoli, sia per prevenirli sia per curarli. Anche i capelli, grazie al consumato assiduo e sopratutto costante del succo di Noni, risultano in poco tempo più folti, corposi e resistenti; in una parola: più sani.

 

DA BERE DUE VOLTE AL GIORNO

Le versioni di Noni attualmente disponibili sul mercato italiano, acquistabili su internet, comprendono il succo, l capsule liofilizzate e l'olio. Il succo è la migliore fonte di Noni; le capsule infatti non hanno lo stesso valore nutritivo e, a causa del processo di lavorazione, contengono una quantità piuttosto ridotta di principio attivo. Il succo è la forma più diffusa, ma è bene ricordare che quello presente in commercio non è costituito esclusivamente da l frutto Noni puro al 100% . Al contrario, normalmente viene miscelato con i succhi di altri frutti, come il mirtillo e l'uva, presenti in percentuali minime. Questa operazione ha lo scopo di migliorare la gradevolezza del gusto, considerato che il Noni ha un sapore tutt'altro che dolce. Il succo dovrebbe essere bevuto due volte al giorno, mattina e sera, lontano dai pasti, per scongiurare interferenze potenzialmente negative con altri alimenti. Bere saltuariamente il succo di Noni non arreca nessun beneficio: per ottenere risultati palpabili è indispensabile consumarlo regolarmente e con continuità. Per quanto concerne i dosaggi è preferibile seguire le indicazioni fornite dal produttore, presenti sulla confezione. E' importante evitare di berlo assieme al latte, caffè, tè o alcool, perché queste bevande rischiano di compromettere , o comunque di limitare la corretta assimilazione delle sostanze contenute nella pianta tropicale da parte dell'organismo.

 

CONSIGLIO

Per una maggiore efficacia, berlo ogni giorno, di mattina o di sera, lontano dai pasti.


PER SAPERNE DI PIU'

Per ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito www.noni-originale.com o di contattare l'indirizzo e-mail danacsi@libero.it

 

Servizio di Camilla Buffoni con la consulenza di Alessandro Cuna, fisioterapista e posturologo a Chieti, di Piero Boriolo, chirurgo generale a Borgomanero(No) e a Milano, e di Rosella Longhi, esperta in terapie e prodotti naturali a Milano.

"RINFORZA LE DIFESE NATURALI DELL'ORGANISMO"

 

22 Giugno 2006 pag.46/50

BELLEZZA: LE COSE CAMBIANO

di Antonio Barea de Luna.

"Addio Papaya, Arriva il Noni
Il rimedio naturale del momento per ricaricare il corpo e la mente viene dalla Polinesia. È una pianta che puó combattere lo stress, stimolare la memoria, curare la pelle. È come tanti altri frutti ha inoltre virtú. Anche cosmetiche.

Un frutto che arriva da lontano ha rivoluzionato l'universo degli integratori alimentari. Il Noni, all'anagrafe miss Morinda Citrifolia, cresce nei terreni vulcanici delle Hawaii e della Polinesia. Chi pensava che solo la Papaya fosse l'unica prelibatezza tropicale miracolosa, lanciata come moda mondiale dopo che dal Vaticano trapelarono segrete informazioni di un suo utilizzo "papale", ora si cimenterà in una vera caccia al tesoro pur di reperire questo miracolo della natura. Sempre piú università in tutto il mondo stanno studiando il Noni e i suoi effetti, è ritenuto infatti dagli esperti una delle pi
ù grandi scoperte degli ultimi decenni nel campo delle cure naturali.

Sembra interessante? Ancora non avete sentito niente...

Il Succo della Vita
Questo nettare preziosissimo apporta una sostanza nutritiva vitale - la proxeronina - che in alcuni casi manca clamorosamente nell'alimentazione quotidiana a causa dello sfruttamento del terreno agricolo e delle concimazioni aggressive.

Invece di dare al corpo sostanze chimiche per farlo funzionare meglio, come fanno molti farmaci e droghe, il succo di Noni fornisce la pre-sostanza di un super enzima (xeronina) e fa si che l'organismo stesso riprenda in mano il timone per gestire le proprie funzioni vitali.
Molte proteine fondamentali per la vita si attivano grazie alla xeronina e agiscono come ormoni, anticorpi o enzimi. Tutti possono avere benefici da quella che nelle isole del Pacifico viene chiamata "la regina delle piante": i bambini per crescere bene, gli adolescenti per attenuare i problemi di una pelle sempre in eruzione e gli incontenibili sbalzi d'umore, gli sportivi per avere prestazioni migliori, la business class per eliminare lo stress, le donne in gravidanza per essere piú vitali e avere un supporto nella quasi inevitabile leggera depressione post-parto e gli anziani per stimolare le funzioni cerebrali...
Manca qualcuno?

Per darsi un tono.
Un'altra sorprendente proprietà del Noni e quella di predisporre l'organismo al migliore assorbimento dei principi attivi dei medicinali, una vera sinergia tra i prodotti di sintesi e quelli naturali. Non c'e rischio di sovradosaggio perchè gli eccessi vengono eliminati dal corpo naturalmente.  Si dice che ne esista anche un tipo trattato in modo "psichico", con rituali sciamanici di quelle isole, che oltre a essere un tonico naturale sarebbe un vero supporto psicologico, stimolando incredibilmente i sogni per abbandonare le coriacee difese emotive, un po' come sbucciare "a cipolla" gli strati profondi della mente.
I puristi di questo succo bevono quello naturale, tenendolo un po' in bocca prima di deglutire, in modo che le preziose sostanze contenute nel succo possano essere assorbite attraverso la mucosa orale.  Visto il sapore poco gradevole - il gusto e simile a un formaggio molto stagionato – si è trovato il modo di renderlo più gradevole miscelandolo con succo di mirtillo e succo d’uva. In commercio esistono anche comode capsule insapore la cui efficacia è messa in dubbio dal processo di liofilizzazione che andrebbe a danneggiare il componente più prezioso: la proxeronina.
Probabilmente anche Braccio di Ferro, per salvare la sua imbranatissima Olivia, ora abbandonerà gli spinaci e si farà un cattivo, ma sano, frullato di Noni."

Riza Psicosomatica: la rivista di medicina per il corpo e per la mente

Dalla tradizione alla ricerca: un ritrovato antistress

 

Noni, il succo energetico che viene dalla Polinesia

 

Estratto da una pianta esotica, il noni si sta rivelando ricco di proprietà benefiche,

in particolare nei cali di umore e nella fatica associata a stress

 

Noni è il nome dato al succo estratto dal frutto maturo della Morinda Citrifolia, una pianta sempreverde che cresce nelle isole della Polinesia e nelle Hawaii. Da secoli  i popoli di queste isole la impiegano nella medicina tradizionale  per curare disturbi del sistema nervoso, del sistema immunitario, dell’apparato respiratorio di quello digerente e osteoarticolare. Il Noni è attualmente studiato con interesse per diverse attività tra cui quella stimolante anti-fatica, analgesica e antidepressiva nonché per l’azione di stimolo positivo sul sistema immunitario. Il principio attivo più interessante contenuto nel noni è la xeronina, una sostanza che sembra prendere parte al metabolismo delle proteine ed essere per questo implicata in un gran numero di processi biochimici. Ipotesi accreditate ritengono che la molecola attivi la funzione plastica e riparativa svolta dalle proteine. L’uso del noni durante un periodo di vita stressante può essere quindi indicato per vincere l’affaticamento, ridare energia, migliora la concentrazione e il tono dell’umore. Inoltre può alleviare i dolori muscolari da tensione emotiva e concorrere a stimolare le difese dell’organismo impegnate a resistere all’azione dello stress che, come è noto, facilita la suscettibilità alle infezioni. In genere bastano due cucchiai di  succo al giorno, assunti almeno 40 minuti prima del pasto, per evitare interferenze digestive e e offrire le migliori condizioni di assorbimento. Tuttavia in condizioni di stress particolarmente intenso si possono bere quantità superio di succo fino a 6-8 cucchiai al dì. Ricordiamo che il noni è un integratore alimentare e dosaggi superiori a quelli proposti o per disturbi differenti dovrebbero essere concordati assieme  al proprio medico.

NEXUS N°50

EDIZIONE ITALIANA GIUGNO-LUGLIO

2004

NONI - LA PANACEA TROPICALE

 

 

di Jenny Hawke © 2003 Nexus Magazine

PO Box 30 Mapleton, Qld 4560   

Australia Email: editor@nexusmagazine.com

 

 

Il noni, pianta usata tradizionalmente nell'area Asia Pacifico e, più di recente, nel mondo occidentale, è apprezzato per le sue proprietà terapeutiche nella cura di qualsiasi malanno, dall'artrite alle ferite.   

Digitando il termine noni su un motore di ricerca di Internet si riceverà una serie infinita di informazioni sul suo succo, considerato una soluzione miracolosa per qualsiasi problema medico, e qualcuno potrebbe considerarlo niente di più che una disgustosa frode aggressivamente commercializzata. Un esame più approfondito, tuttavia. rivela una pianta utilizzata da secoli nei rimedi medicinali in tutta 1'area dell'Asia-Pacifico. e che più di recente ha conseguito una certa credibilità sia negli ambiti medici che in quelli olistici.

La Morinda Citrifolia (Rubiacee) è una pianta tradizionalmente impiegata nell'area del Pacifico, in particolare in Polinesia, comunemente nota col nome di noni, ma anche con altre denominazioni quali mora Indiana, ba ji tian, nono, nonu, frutto del formaggio e nhau (Wane et al.. 2002. p. 1128).

 L'albero o arbusto cresce sino a 3-6 metri di altezza ed ha grandi foglie lucide: il frutto e di colore giallo chiaro, lungo 5-10 centimetri e del diametro di 3-4 centimetri (sito web della CTAHR/University of Hawaii) e, quando maturo, ha "un odore ed un sapore disgustoso" (Wang et al., 2002, p. 1128). II frutto è formato da sezioni esagonali; in ciascuna delle quali prima cresceva un fiore (Armstrong). Un albero di noni può produrre frutti entro 9-12 mesi dal momento della messa a dimora, e nei climi caldi come quello delle Hawaii può fruttificare per tutto 1'anno. La pianta si trova nelle aree costiere sino a 500 metri s.l.m. e tollera la salsedine e l 'acqua salmastra. (CTAHR)

 Sulle Origini del noni esistono varie teorie, alcune delle quali sostengono che sia originario dell'area del Pacifico mentre altre asseriscono che sia stato trasportato dal sud-est asiatico dagli esseri umani: si dice anche che sia originario dell'Australia (CTAHR) e vi sono riscontri a indicare che la pianta proviene dalla Nuova Caledonia (McClatchey, p. 110). Dal momento che da un'estremità il seme contiene una sacca d'aria, è possibile che la pianta si sia distribuita in modo naturale in tutta la Polinesia. Verso la fine del 1700 1'esploratore britannico James Cook rilevò che a Tahiti si mangiava il noni, mentre una pubblicazione britannica del secolo seguente annotava la stessa prassi per le isole Figi; secondo fonti successive, la Morinda Citrifolia veniva consumata "nelle isole del Pacifico, nel sud-est asiatico, in Australia e in India" e, a quanto riferito, gli aborigeni australiani nutrivano "una vera passione" per tale frutto. I Birmani impiegavano il noni nelle salse al curry oppure lo mangiavano crudo condito con sale. (Wang et al., 2002, p. 1128)

USI TRADIZIONALI POLINESIANI DEL NONI

Will McClatchey. in forza al Dipartimento di Botanica e Ricerca sul Cancro dell'Università delle Hawaii, ha dedicato un certo periodo di tempo a fare ricerche sul noni a Rotuma. un'isola a nord delle Figi e la cui comunità, secondo il suo punto di vista, era la più isolata e rispettosa delle tradizioni con cui egli sia mai venuto a contatto nell'area del Pacifico. La Morinda Citrifolia o, nel linguaggio locale, 'Ura (Kura), viene utilizzata in una varietà di modi ed è la pianta medicinale comunemente più diffusa (McClatchey, pp. 114-115).

Foglie

Dopo essere state riscaldate sul fuoco, le foglie diventano autoadesive e quindi possono essere impiegate come bendaggi; sminuzzate e macerate esse vengono anche poste sulle ferite, nonché applicate direttamente per curare scottature e per fare massaggi alla testa in caso di emicrania o febbre.

In caso di necessità i neonati vengono avvolti in esse per facilitare la respirazione, e le neo madri vengono ricoperte da una mistura di foglie di 'ura (Kura)  bollite in olio di cocco e miscelata con polvere di curcuma per "stimolare un salutare stato post-parto della madre".

 Le foglie di noni vengono inoltre applicate direttamente sulla cute quando un osso fratturato o slogato viene sistemato prima di essere immobilizzato con delle stecche. II succo estratto dalla foglia viene applicato, dopo una soluzione disinfettante, per fermare le emorragie provocate da punture di spine di pesce, mentre un miscuglio contenente foglie di noni si adopera nella cura di affezioni cutanee quali infezioni fungine.

Le foglie vengono inoltre impiegate come cura per 1'avvelenamento da aculei di pesce pietra. Si pestano delle foglie fresche assieme a piante di Usogo pulite e quindi si avvolgono in un panno con 1'aggiunta di olio di cocco; il panno viene quindi avvolto in due foglie di noni e, riscaldato sul fuoco. Dopo aver allargato la ferita con un coltello, si riversa il succo estratto dalle foglie direttamente sulla zona interessata e inoltre si massaggia 1'area circostante; 1'intero processo, dalla preparazione al mitigarsi del dolore, richiede circa un'ora.

Radici

Le radici di noni vengono utilizzate anch'esse nella cura dell'avvelenamento da aculei di pesce pietra. Sempre dopo aver allargato la zona colpita con un coltello, si avvolgono delle raschiature di radice pulita di 'ura (Kura)  in un ununu (un tipo di tessuto ricavato dalla fibra di cocco) e si applica con rapidi tocchi della linfa estratta dalla foglia di una pianta di rnajila; la soluzione di succo di noni viene quindi riversata nella ferita. Si dice che il dolore scompaia entro cinque minuti dall'applicazione e che 1'area infiammata ritorni alla sua condizione ordinaria nel giro di alcune ore; tutti i rimasugli della miscela impiegata in tale procedura vengono eliminati in mare.

Anche i tagli seriamente infetti vengono curati con la radice di 'ura (Kura), preparata in base alle stesse modalità impiegate per le punture di spine di pesce e riversata direttamente sulla ferita; in questo caso si manifestano delle bollicine, ritenute indizio del fatto che l'infezione stà scomparendo dall'area interessata.

Frutto

II succo del frutto verde o non ancora giunto a maturazione viene impiegato in combinazione con altri medicamenti; oppure da solo per la cura di piaghe attorno alla bocca e per alleviarne il dolore. Per quelle all'interno della bocca, si racchiude una miscela di succo di noni ed olio di cocco in una foglia di ununu ed una di banano e quindi la si riscalda; il succo viene spremuto e quindi ingerito. Quando viene ritenuto necessario, in situazioni quali infezioni della gola, per espellere muco, etc., si somministrano ai bambini dosi più consistenti della medesima soluzione per indurre il vomito. I frutti maturi triturati si adoperano nella cura di piedi screpolati e sbucciati (McClatchey, p. 115).

Gli abitanti di Rotuma inoltre utilizzano i frutti di noni pestati e mischiati ad acqua come sciroppo per la tosse destinato ai bambini, mentre i foruncoli si curano tramite foglie inzuppate d'olio (United Nations University).

Le tradizionali modalità hawaiane di impiego dei frutti di noni hanno compreso applicazioni locali per la cura di affezioni cutanee, a volte con 1'aggiunta di sale o sottoposti a riscaldamento; il frutto veniva integrato ad altri medicamenti ed ingerito per ripulire l’organismo, purificare il sangue e curare la tubercolosi. A quanto viene riferito, il succo diluito è stato adoperato per curare il diabete, problemi cardiaci e pressione alta; si ricoprivano i seni delle donne con foglie di noni riscaldate e si recitava un'orazione per stimolare la lattazione (McClatchey, p. 116), mentre per la cura della tricofizia si impiegavano estratti di scorza (McClatchey, p. 112). Per tingere gli abiti si usavano tradizionalmente un pigmento rosso presente nella corteccia ed uno giallo derivato dalle radici; si lavavano i capelli con olio estratto dal noni con finalità antiparassitarie mentre i frutti di noni assolvevano alla funzione di "cibo da carestia". (CTAHR)

Gli aborigeni australiani impiegavano tradizionalmente la Morinda citrifolia come antisettico e medicamento per le ferite, nonché per curare raffreddori e diarrea; dalle radici estraevano una tintura gialla (Lindsay).

IL NONI E LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Wang et al. annotano che "[in] virtù degli scarsi dati scientifici, la teoria dello Yin/Yang potrebbe rivelarsi il modo migliore per spiegare i benefici effetti della pianta di noni, tramite la regolazione dell'equilibrio fra Yin e Yang".

L'equilibrio fra yin e yang è necessario ad un organismo in buono stato di salute. Secondo i parametri della medicina tradizionale cinese, il noni "...è in grado di tonificare il Qi,.eliminare febbri e tossine e rinvigorire il sangue. Le caratteristiche di questa pianta sono dolce, puzzolente e incolore. II noni penetra nei meridiani dei polmoni, della milza, del fegato e dei reni". Questo significa che la Morinda Citrifolia può essere utilizzata per curare molte malattie (Wang et al., 2002, pp. 1137-1138).

LA RICERCA RELATIVA ALLE PROPRIETA’ BIOCHIMICHE DEL NONI

Una delle più comuni affermazioni commerciali relative al noni e riportate in Internet e che la sua straordinaria efficacia è dovuta al fatto che esso contiene una sostanza nota col nome di xeronina.

II Dr. Ralph Heinicke ha identificato tale enzima nel periodo in cui stava studiando i pompelmi e cercando un ingrediente ignoto scoperto nel bromelain; egli denominò il nuovo alcaloide xeronina ed il suo precursore proxeronina, è noto che sebbene "i frutti del noni presentino una quantità trascurabile di xeronina libera, contengono quantitativi apprezzabili del precursore della xeronina stessa". Heinicke consiglia di assumere il noni a stomaco vuoto, poiché altrimenti il pro-enzima potrebbe non venire attivato in modo appropriato e quindi non raggiungere l'intestino. Egli nota che per "dimostrare in modo convincente la modalità di funzionamento della xeronina a livello molecolare in una cellula" sono necessari "anni di ricerca". (Heinicke, 2002)

II Dr. Neil Solomon spiega il lavoro di Heinicke affermando che il noni agisce come adattogeno. e mette le cellule deboli o malate nella condizione di riacquistare una condizione ottimale; egli forni

sce un esempio di come tale processo può verificarsi citando il caso di una tiroide iperattiva o non sufficientemente tale, spiegando che "un adattogeno quale è il noni, potrebbe contribuire ad aumentare la produzione dell'ormone della tiroide da parte dell’organismo e riportare quest'ultimo all'omeostasi, ovvero un equilibrio normale". (Solomon. 2002)

McClatchey cita il primo rapporto di Heinicke sulla xeronina, pubblicato sul Pacific Tropical Botanical Garden Bulletin, sottolineando che tale rapporto è privo di riferimenti. "E’ curioso che questo rapporto di genere apparentemente biochimico venga pubblicato sul bollettino di un

orto botanico, dal momento che avrebbe potuto trovare una collocazione più adeguata nella 'Rivista dei Risultati irriproducibili'. Nonostante molti risultati vengano esaminati senza una chiara indicazione delle ricerche scientifiche da cui sono desunti, non viene fornita alcuna struttura chimica dell"alcaloide xeronina." Inoltre McClatchey sottolinea di "non aver individuate alcuna successive pubblicazione che riporti la struttura della xeronina nè della proxeronina, sebbene sotto il profilo chimico sia stato svolto molto lavoro": egli ritiene che se le cose stanno in questi termini "il rapporto di Heinicke dovrebbe essere messo in discussione. Se, d'altra parte, la xeronina viene definita, allora questo aspetto potrebbe fornire sostegno alle sue altre scoperte e spianare la strada alla produzione di specifici prodotti commerciali".

Una nota dell'editore che accompagna il lavoro di McClatchey afferma che nell'ambito di ampie ricerche svolte in svariati database scientifici xeronina e proxeronina non sono state individuate. (McClatchey, 2002. pp. 116. 117,120)

II Tree of Health, fornitore australiano di succo di noni, ha incaricato il Centro di Fitochimica della Southern Cross University del Nuovo Galles del Sud di "svolgere ricerche sul succo e sulla polvere del frutto del noni allo scopo di stabilire le caratteristiche di base dei composti presenti nel noni"; i risultati hanno rilevato la presenza di una sostanza nota con il nome di scopoletina, la quale agisce come antiossidante, abbassa il colesterolo e presenta proprietà vasodilatatrici. Poichè la scopoletina e in grado di far dilatare i vasi sanguigni ristretti, "la pressione alta può essere riportata ad uno stato normale mentre il sistema cardiovascolare subisce un minore logoramento". Si e riscontrata la presenza di composti glucosidici uno dei quali, conosciuto col nome di asperuloside, viene comune-mente utilizzato per ridurre ritenzione idrica, infiammazioni, vene varicose e flebiti.

Polisaccaridi quali acido glucuronico, galattosio, arabinoso, ramosio, glucosidi ed estere di acidi grassi trisaccaridi hanno dimostrato di possedere effetti immunostimolatori, immunomodulatori, antibatterici ed antitumorali (Russell 2003).

Helen Russell, fondatrice di Tree of Health, nota: "La ricerca del futuro si propone di identificare componenti che abbiano la capacità di favorire un buono stato di salute, nonchè di concentrare 1'at-tenzione sulle proprietà anticancerogene dei glucosidi presenti nel noni. II nostro scopo è quello di essere in prima linea nel produrre ricerche plausibili a sostegno dei riscontri aneddotici del noni relativi ad un'ampia gamma di malattie". (Russell, 2003, pp. 1-2)

Nel 2000 la rivista Scientific American ha riferito che alcuni chimici filippini dell'Università di Santo Tomas avevano rilevato nella foglia del noni alcuni composti capaci di "uccidere il batterio che provoca la tubercolosi". Gli steroidi dell'estratto della foglia "hanno ucciso l'89% degli organismi esposti del Mycobacteriitm tubercolosis". La struttura dello steroide rilevato e risultata assai diversa da quella impiegata in tutti i farmaci antitubercolosi e, secondo quanto riferito, il ricercatore capo Jonel Saludes ha detto, "Spero che le aziende farmaceutiche prestino la debita attenzione a queste ricerche ed analizzino la pianta di noni come potenziale fonte di medicinali". (Leutwyler, 2002)

Ad ogni modo, se le aziende farmaceutiche brevetteranno le sostanze presenti nelle piante vi saranno ripercussioni sulla biodiversità.

I ricercatori dell'Università francese di Metz hanno riscontrato che gli effetti analgesici del noni comunemente riportati sono stati comprovati sui topi. Gli animali in questione sono stati testati in vari modi dopo che erano state somministrate loro elevate dosi di estratto acquoso di radici della Morinda Citrifolia; la ricerca ha rilevato che "questi risultati indicano proprietà sedative", mentre non si e riscontrato alcun effetto tossico. (Younos et al.)

Joseph Betz, ricercatore chimico della Divisione Prodotti Naturali del Centro Sicurezza Alimentare e Nutrizione Applicata dell'FDA (Ente statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico. ndt) ha riferito che il noni era "stato testato per una serie di attività biologiche negli animali e per studi anti-microbici". II frutto essiccato ha dimostrato di possedere "azione di stimolazione dei muscoli lisci ed effetti istaminergici". (Wang et al., 2002, p. 1129)

LE PROPRIETA’ ANTICANCEROGENE DEL NONI

A seguito delle affermazioni secondo cui il noni presenta proprietà anticancerogene sono stati effettuati svariati test.

I ricercatori della University of Hawaii e della Rutgers University hanno svolto lo studio in questione, rilevando che il noni era "una delle più efficaci piante medicinali utilizzate dai nativi hawaiani, per una serie di malattie, fra cui la cura del cancro al seno in almeno una comunità polinesiana"; essi inoltre commentano I'impiego moderno del noni nelle Hawaii come "la seconda etnobotanica più comunemente impiegata, principalmente per la cura di cancro, ipertensione e diabete". Estratti del frutto del noni sono stati testati sul carcinoma al seno, dove hanno prodotto una "inibizione della crescita delle cellule cancerogene" (Fong et al.. 2001)

Un altro studio, condotto presso il Chicago College of Medicine della University of Illinois, doveva verificare 1'ipotesi "che la Morinda citrifolia possiede un effetto di prevenzione del cancro nella fase iniziale della carcinogenesi". II succo del noni tahitiano (TNJ) e stato testato su ratti affetti da lesioni epatiche indotte da un agente cancerogeno del fegato, ed i ricercatori hanno tratto la con-clusione che "i risultati suggeriscono come la prevenzione della formazione addotta da DNA cancerogeno e 1'azione antiossidante del TNJ possono contribuire all'effetto preventivo anticancro della Morinda Citrifolia". (Wang & Su, 2001; Wang et al.. 2002. p. 1134)

Liu et al. (2001) hanno scoperto che due nuovi glucosidi estratti dal succo del frutto di noni e somministrati a dei topi "...hanno significativamente protratto la durata della sopravvivenza di topi affetti da tumore polmonare di Lewis congenito. II succo di noni contenente una sostanza ricca di polisaccaridi conosciuta con il nome di 'noni-ppt' e stato indicate come responsabile dell'arresto della crescita del tumore grazie alla sua azione di regolazione del sistema immunitario ospite".

Brian Issell, della University of Hawaii, sta attualmente conducendo uno studio biennale sugli effetti del noni sui malati di cancro, e verificando 1'ipotesi "che, sotto il profilo della tossicità, specifici dosaggi di noni sortiscano per i malati di cancro benefici sufficienti a risultare utili in chiave terapeutica". Gli obiettivi dello studio sono:

"1. Determinare la massima dose tollerata di capsule contenenti 500 nig di estratto di frutto di noni liofilizzato. 2. Definire i gradi di tossicità associati all'ingestione del noni. 3. Raccogliere informazioni preliminari sull'efficacia del noni in rapporto alle sue proprieta antitumorali e di controllo dei sintomi allo scopo di contribuire alla selezione di particolari malati che verranno coinvolti nella fase II degli studi. 4. Individuare i componenti chimici dell'estratto che possono essere utilizzati per qualificare la biodisponibilita e la farmacocinetica dell'integratore alimentare a base di noni." (The Noni Study, www.hawaii.edu/crch/CenStudyNoni.htm)

RISCONTRI ANEDDOTICI DEI BENEFICI DEL NONI

Nel suo libro dal titolo The Noni Phenomenon, il Dr. Neil Solomon descrive le sue estese ricerche sugli effetti del noni, nel1'ambito delle quali ha intervistato 50 fra medici e professionisti del settore sanitario in rappresentanza di oltre 10.000 individui che hanno assunto il succo del noni; una media pari al 78% di costoro ha riscontrato effetti positivi di qualche tipo, mentre la percentuale più elevata, ovvero quella del 92% di essi, ha riferito di accresciuti livelli di energia. Altri rapporti relativi all'assunzione di succo di noni riportavano una diminuzione di sintomi allergici, artrite, forme tumorali, depressione, affezioni cardiache, pressione alta e dolori di vario genere; si affermava inoltre che contribuisse a contrastare 1'invecchiamento mentre si riscontravano miglioramenti riguardo a problemi respiratori, diabete (tipi I e II), digestione, chiarezza di ragionamento, stato di salute dei reni, prontezza di riflessi, sessualità, sonno, stress e benessere in generale. A quanto viene riferito il succo contribuiva anche al rafforzamento dei muscoli, al dimagrimento e ad alleviare i sintomi dei colpi apoplettici; il minore tasso di successo e stato riscontrato riguardo ai metodi per smettere di fumare, ambito nel quale il 58% degli individui implicati ha riferito che il noni era stato di qualche aiuto. Si sottolineava che i risultati in questione rappresentavano una "percentuale complessiva di individui i quali, dopo aver assunto il noni, avevano riscontrato un miglioramento oggettivo e/o soggettivo dei propri sintomi". II Dr. Solomon inoltre fa presente che il noni può essere assunto in concomitanza con altre medicine e che, delle persone che lo hanno usato, una percentuale inferiore al 5% ha reagito negativamente ad esso, manifestando sintomi quali "vomito di esigua entità, dissenteria, allergia o...lievi eruzioni cutanee". (brani di Solomon espunti dalla California Academy of Health, 2003)

Di recente il Dr. Solomon ha anche condotto uno studio sull'impiego del noni in veste di "Viagra® naturale". Dei 1.545 individui coinvolti,"1'88% ha dichiarato che dopo 1'assunzione del noni la pro-pria vita sessuale e migliorata". II Dr. Solomon presume, che ciò possa essere dovuto al fatto che il noni contiene arginina — una sostanza che si ritiene migliori la circolazione ed aumenti il conteggio e la mobilità degli spermatozoi negli uomini, e che accresca la produzione di ossido nitrico nelle donne, determinando una "migliorata congestione e lubrificazione che sfocia in una risposta sessuale più naturale ed intensa". (comunicato stampa INCC, 2003).

Riguardo al noni il distributore australiano Tony Mastop riceve positivi riscontri ed ha constatato personalmente i benefici effetti del succo; egli, massaggiatore terapeutico sofferente di dolori alla schiena, ha iniziato ad assumere il noni come antinfiammatorio ed analgesico; inizialmente ha avuto esiti positivi ma, dopo aver cambiato tipo di succo, il dolore e ricomparso. "Non tutti i tipi di noni sono uguali", spiega Tony, "1'efficacia varia e per i miei dolori lombari ho avuto bisogno del tipo più potente". Ad ogni modo, dal momento che il succo più forte può avere effetti avversi sullo stato di salute di coloro che ritengono il ferro nel proprio organismo, per costoro il noni meno potente potrebbe rivelarsi 1'opzione più sicura.

II succo del noni può contribuire ad alleviare anche i sintomi del morbo di Parkinson. II nonno di un'amica, Eloise Brock, assume il noni e trova che esso gli dia un considerevole sollievo. "Quando prende il noni sta decisamente meglio", dice Eloise. "Poichè rileva quanto la sua vita migliori quando assume il noni, la nonna vorrebbe che lo prendesse su base continuativa". Sfortunatamente, il costo elevato del succo di noni può renderlo proibitivo per alcuni.

Gnit Fa, nativo di Tahiti, ingerisce succo di noni quotidianamente verso le 6:30 del mattino e lo trova assai benefico, constatandone gli effetti positivi persino la sera. "Quando assume altri tipi di vitamine (europee o cinesi), non mi sento altrettanto in forma. Con il noni mi sento più vitale; anche i miei muscoli si rivelano più tonici". Comunque non tutti in famiglia hanno riscontrato effetti positivi; alcuni hanno imputato al noni i denti cariati e la dissenteria. Gnit Fa afferma che circolano voci sull'apertura di un nuovo impianto di produzione di noni a Tahiti, .che produrrà succo, sapone ed altri prodotti a base di noni.

Determinati individui non hanno riportato dal noni alcun reale effetto benefico, e le aziende che commercializzano il prodotto suggeriscono che esso dovrebbe essere assunto come minimo per tre mesi poichè "alcuni riportano esiti nell'arco di alcuni giorni mentre altri non notano alcun cambiamento se non a distanza di vari mesi" (http://www.Noniland.com).

I PRODOTTI A BASE DI NONI E LO STATUS ALIMENTARE

II noni e disponibile in svariate forme. II succo puro al 100% si estrae collocando il frutto mature su grandi crivelli; il liquido quindi cola sino a confluire in mastelli sistemati al di sotto (International Noni Communication Council). Nelle Hawaii il succo del noni ottenuto con metodi tradizionali viene estratto tramite gocciolamento. quindi fatto fermentare ed invecchiare, senza essere adulterate; il succo ottenuto con metodi non-tradizionali viene spremuto fresco, filtrate e non fermentato (CTAHR).

Una volta imbottigliato, il succo risulta di colore marrone scuro e "a causa del sue tipico sapore forte può risultare sgradevole al palato"; il noni è disponibile anche in forma di passato e, dal momento che spesso contiene estratti aromatizzanti, può essere più gradevole, aspetto che tuttavia implica che esso è meno potente. II noni e disponibile anche in compresse e in capsule ma "poichè vi è scarsità di ricerche scientifiche sul noni essiccato o disidratato, la sua efficacia in tale forma e in gran parte sconosciuta". L'altra alternativa è il succo polverizzato che, a quanto si dice, ha un buon sapore; tuttavia, essendo ricavato dal noni disidratato. per esso valgono le stesse perplessità di compresse e capsule. (INCC)

In molti paesi, fra cui Australia e Stati Uniti, il succo di noni rientra nella categoria degli alimenti o degli integratori alimentari, anche se la PDA ne raccomanda la pastorizzazione onde eliminare la presenza di qualsiasi batterio dannoso durante la fase di raccolta o imbottigliamento; si sà comunque che la pastorizzazione uccide gli enzimi, ed alcuni ritengono che determinati enzimi presenti nel noni siano gli elementi attivi che favoriscono lo stato di salute.

II 5 giugno 2003 I'Unione Europea ha approvato la commercializzazione del succo di noni in quanto "nuovo alimento", termine con cui la UE definisce "alimenti o ingredienti alimentari che non sono stati utilizzati in modo significative all'interno dell'Unione prima del 15 maggio 1997". Per ottenere questo status, devono essere eseguite valutazioni di sicurezza ed il regolamento consente al succo di noni di essere impiegato nel territorio della UE nelle bevande alla frutta pastorizzate. (Midday Express, 10 giugno 2003)

UN FUTURO ALTERNATIVO

II Ministero hawaiano degli Affari, Syiluppo Economico e Turismo, nel suo rapporto del settembre 2002 concernente le strategie economiche delle Hawaii, cita il noni; si afferma che i cittadini statunitensi fanno largo uso della medicina alternativa, e ci si riferisce al noni come ad "un notevole esempio di tale nuovo assegnamento sulle terapie alternative". Per di più presso la University of Hawaii e stato costituito un nuovo Dipartimento di Medicina Alternativa e Complementare (CAM), destinato a "diventare il leader nella ricerca e istruzione medica, con 1'integrazione delle pratiche di medicina occidentale e alternativa". II rapporto afferma che il nuovo dipartimento CAM ha già prodotto promettenti risultati preliminari relativi alle proprietà medicinali del noni.

Anche se il noni può non rivelarsi adatto a chiunque, molte persone riferiscono di rilevanti benefici derivati dalla quotidiana assunzione del succo, Gli studi scientifici relativi alla Morinda Citrifolia sono promettenti, soprattutto in rapporto all'utilità del noni nell'inibizione di determinati tipi di cancro. Nel settore industriale molti riconoscono la necessita di ulteriori studi scientifici, volti a dimostrare quello che coloro che impiegano il noni sanno da secoli ovvero che il noni presenta rilevanti benefici per la salute e possiede proprietà medicinali.           

A proposito dell'Autrice:

Jenny Hawke ha una laurea di primo grado in Scienze della Comunicazione ed e in forza al personale della redazione australiana di NEXUS. II suo articolo "La storia agrodolce della stevia" e stato pubblicato sul N.47 di NEXUS.

Il vero rimedio della natura che viene direttamente
dalle Isole del Sud Pacifico. (Morinda Citrifolia)


di Steve Schetchter, N.D., H.H.P.(naturopata)
Tratto da: Total Health Magazine (USA)

L'albero Morinda Citrifolia sta provocando entusiasmo nel mondo dell'industria del benessere naturale. La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Noni e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Noni reca giovamento per la prevenzione e/o per l'autotutela del proprio benessere da un'ampia gamma di problemi riguardanti la salute.
I vantaggi diffusi del Noni sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Noni. La pianta del Noni è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute.
Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la "madre" di tutte le piante curative è il Noni, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Noni cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Noni di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.
Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Noni in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Noni viene considerata la "pianta sacra". Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Noni ha prodotto risultati incredibili. Il Noni contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Noni contengono l'intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica.
Perché funziona tanto bene il Noni? Io credo che sia un favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Altri affermano che contiene l'alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Noni offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Noni funziona. Ugualmente importante è l'approfondita ricerca scientifica che conferma l'efficacia e la sicurezza del Noni.
I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri.
L'albero del Noni cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla. I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all'aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni.
I molteplici usi medicinali del Noni divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Noni come "l'albero della cefalea" e "l'albero antidolorifico" . I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell'utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Noni era identificato e riconosciuto come "l'erba sacra" per il corpo rigenerante. Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione.
Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo. Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al "medico" il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la'au lapa'au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti.
Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed "... erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia", secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal.
Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Nonu. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava " ... usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie".
Il Nonu fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna.
Sono state condotte ricerche sul Noni nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti. La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze.
Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Noni presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli.
Da quel momento la ricchezza d'informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Noni è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni.
Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Noni. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Noni reca tanto giovamento per i dolori.
La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l'isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Noni ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane.
Ricerche significative sugli usi medicinali del Noni sono state presentate durante l'ottantatreesimo, l'ottantaquattresimo e l'ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research. Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all'ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel "Proceeding of the American Association for Cancer Research" era la seguente: "L'Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi". In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9 12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Noni vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest'indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Noni si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Noni. Detto semplicemente, il Noni può inibire la crescita tumorale.
Gli studi indicano che il Noni è utile per una miriade di condizioni:

Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.

Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate. Poiché il Noni sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande varietà di condizioni.

Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.

Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).

Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.

Genera proprietà adattogeniche.

Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.

Come terapeuta, ho personalmente notato che la Morinda Citrifolia genera profondi e rilevanti benefici curativi e medicamentosi verso la prevenzione e autotutela dei tantissimi problemi riguardante la salute.

Nonu ed il dolore

Il frutto del Noni è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Noni erano "l'albero antidolorifico" e "l'albero della cefalea". Io ho trattato pazienti che soffrivano di dolori cronici dovuti a svariati fattori con il succo di Noni. Inoltre, conservo moltissime testimonianze di persone che risiedono negli Stati Uniti e che hanno utilizzato il Noni con successo per liberarsi dai dolori debilitanti.
In aggiunta alle migliaia e migliaia d'anni di uomini che usano con successo il Noni per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Noni sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che "la somministrazione dell'estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)". Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l'estratto di Noni "non mostra alcun effetto tossico". Io ho notato che la Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati erano sorprendentemente veloci.
E' importante ricordare che il Noni agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio.
Il Noni contiene due dei migliori antiossidanti - la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l'infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente. Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Noni International, Inc., è riconosciuto come il "padre del Noni moderno" ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Noni stanno ricevendo sollievo naturale per le loro "sfide" nel campo della salute. Il Noni era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell'agosto del 1994.
Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Noni schiacciata come "cerotto". Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.
La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.
Steve Schetcher, N.D., H.H.P., è un medico naturopata, esperto della salute solistica, consulente e autore. Dirige la Natural Healing Institute, Inc., una clinica di naturpatia riconosciuta a livello mondiale che si trova a Encinitas, California. Lui è, inoltre, l'autore di testi bestseller come Fighting Radiation and Pollutants with Foods, Herbs and Vitamins (Come combattere le radiazioni e le sostanze inquinanti con i cibi, le erbe e le vitamine) Documented Natural Remedies That Boost Your Immunity and Detoxify (Vitality Ink., Encinitas, CA). (Rimedi naturali documentati che aumentano la vostra immunità e disintossicano).
Oltre ai benefici documentati elencati sotto, ci sono altre in aggiunta che comunque non sono ancora confermate dalle ricerche eseguite.

 

E' importante far rilevare che alcuni dei costituenti attivi del Noni sono solubili quindi tendono ad essere eliminati tramite l'urina o la sudorazione.
Uno studio ha mostrato che i costituenti del frutto del Noni raggiungono la loro massima funzione curativa due ore dopo l'ingestione ed iniziano ad indebolirsi dopo quattro ore, eppure sono ancora attivi anche dopo 12 ore.
Le implicazioni di questo studio concordano con le mie osservazioni cliniche che per ottenere i massimi benefici è consigliabile somministrare il Noni (succo) parecchie volte a giorno in dosaggi scaglionati o divisi piuttosto che una o due volte al giorno. Ancora più importante, per ottenere risultati ottimali è meglio somministrare il Noni, come altri tonici o erbe, continuamente e giornalmente come è sempre stato fatto tradizionalmente.